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Domande da podisti di livello mondiale

Craig Virgin: Come posso affrontare la pressione di voler vincere o la delusione di perdere, nelle competizioni sportive?

Sri Chinmoy: Puoi sconfiggere l’ansia di vincere se pochi giorni prima della gara o anche prima della partenza potrai immaginare di rallegrarti della tua vittoria. L’immaginazione non è un pensiero basato sul desiderio e non è irreale.
L’immaginazione è una realtà in un altro mondo, che noi facciamo discendere in questo mondo, allo stesso modo in cui prendiamo dei frutti da un albero. 
Per affrontare la delusione della sconfitta devi chiederti se è la mente a essere delusa, oppure il cuore: ti renderai conto che si tratta della mente e non del cuore. La mente crea divisione e la divisione stessa è sinonimo di dolore, un dolore devastante. Il cuore invece crea unità, perché è l’unità stessa e l’unità è sinonimo di gioia, spontanea gioia.
Quando vivi nel cuore, anche se a vincere la gara sarà il tuo peggior rivale, non ti sentirai triste. Scoprirai con grande sorpresa che la sua gioia entrerà in te, rendendo il tuo cuore più vasto, e proverai quasi la stessa gioia che prova il vincitore.
“La corsa è lo sport di tutti...” fu il tuo cuore a parlare con queste frasi illuminanti: ”... quando è stata l’ultima volta che una persona comune ha giocato a basket con Reggie Jackson? Milioni di persone invece corrono nelle stesse gare e si trovano gomito a gomito con i campioni. In quale altro sport un comune partecipante corre sullo stesso percorso e fa le stesse esperienze dei campioni?”
Sei molto acuto e brillante, molto brillante e anche veloce, molto veloce e hai qualcosa di molto raro nel mondo della corsa: intuizione. Le tue facoltà intuitive si sommano in modo considerevole al tuo successo in gara. Con nostra grande gioia e soddisfazione il tuo corpo, il tuo vitale, la tua mente e il tuo cuore seguono velocemente e instancabilmente le tue intuizioni.

John Dimick: Cosa dovrebbe fare un buon corridore quando si rende conto che gli impegni e la pressione della sua famiglia, della comunità e del lavoro non gli permettono di allenarsi abbastanza sulle lunghe distanze e di impegnarsi in gare frequenti?

Sri Chinmoy: Per diventare un corridore così eccellente hai già fatto molti sacrifici, dedicando molto tempo ed energia alla corsa e lasciandoti alle spalle un mondo pieno di piaceri e comodità. Se adesso farai un passo avanti e ti allenerai sulle lunghe distanze o parteciperai spesso alle gare potresti anche perdere il lavoro, ma non perderai certo la tua famiglia o i tuoi amici. Grazie al tuo grande successo, la temporanea pressione da parte della tua famiglia si trasformerà in una ricchezza innocente e gratificante, ed è facile che tu possa ottenere un lavoro migliore, con uno stipendio più alto, grazie al tuo successo.
Sei uno splendido atleta e il tuo momento è arrivato. Quelli che ti ostacolano, anche inconsciamente, un giorno ti appoggeranno con gioia e senza riserve. Senti che hai già iniziato una gara e ora il tuo unico obiettivo è raggiungere il traguardo, non importa quanti ostacoli dovrai superare sul tuo cammino. La tua vittoria sarà alla fine la vittoria dei tuoi cari e dell’intera comunità del mondo della corsa.
Quello che calorosamente ti chiedo è di allenarti correndo tutte le miglia che desideri e di partecipare a tutte le gare che vuoi. Quando le pressioni che ora affronti si saranno trasformate in ricchezza, non solo i tuoi cari, ma tutti l’apprezzeranno profondamente e ne gioiranno con estrema gratitudine.

Eamonn Coghlan: Arrivati alla finale olimpica, dieci atleti sono allineati alla partenza e sono tutti preparati e in forma al cento per cento. Cosa fa vincere uno di loro su tutti gli altri?

Sri Chinmoy: Per chi vince non è solo questione di fortuna. Ci sono due modi per vincere: il primo è quello di concentrarsi su ogni atleta e, come una calamita, attirare dentro di sé la forza di volontà che ognuno di essi possiede. In questo modo svuoti ciascuno di loro della forza di volontà e dell’energia vitale. Questo è chiamato il puro potere della determinazione: il leone della determinazione divora gli animali più deboli.
Il secondo modo consiste nell’identificare sé stessi con la Sorgente della massima velocità e resistenza, dove si diviene consapevolmente una sola cosa con le realtà più elevate che sono invisibili, ma infinitamente più veloci e forti delle realtà o delle capacità esteriori. Se un corridore è un consapevole cercatore della Verità e un amante di Dio, utilizzerà il metodo interiore e non quello esteriore. Il metodo esteriore è quello del leone: ruggire e divorare i rivali.

Donald Kardong: Pensi che i corridori siano spesso in grado di raggiungere uno stato meditativo mentre corrono?

Sri Chinmoy: La concentrazione, la meditazione e la contemplazione sono tre membri della stessa famiglia. Quando un corridore focalizza tutta la sua attenzione sulla gara, libera la sua mente da distrazioni non volute. La concentrazione focalizzata su di un solo punto è il pioniere di una coscienza più profonda e meditativa.

Donald Kardong: Che ruolo dovrebbe avere la competizione nella corsa?

Sri Chinmoy: Quando l’atleta è un cercatore [spirituale], egli ha un ruolo speciale. Il suo ruolo è di essere in competizione con sé stesso e migliorare le sue capacità, ma lo farà solo in virtù dell’infinita Grazia di Dio, se questa è la Volontà di Dio. L’atleta cercatore durante la sua carriera di corridore cercherà di abbandonarsi consapevolmente alla Volontà di Dio.

Dick Beardsley: Recentemente ho corso la maratona in 2.08,53 con un passato principalmente di gare su strada. Se mi allenassi per gareggiare sui 10000 metri su pista, questo potrebbe aiutarmi a entrare nella squadra olimpica della maratona? Se abbasso il mio tempo nei 10000 metri, correrò la maratona più velocemente?

Sri Chinmoy: Se correrai i 10000 metri su pista migliorerai sicuramente il tuo tempo nella maratona. La corsa ha un aspetto fisico, un aspetto mentale, un aspetto filosofico e un aspetto che riguarda l’Aldilà.
Per quanto riguarda l’aspetto fisico, nessuno sarà in grado di dirti più di quello che sai. Per la parte mentale, fare corse di breve distanza ti può veramente aiutare. Quando corri una maratona cerca mentalmente di sentire che stai correndo solo per 21 km, invece di 42. Se riuscirai a convincere la tua mente di questo e se la mente riuscirà a convincere il tuo corpo che sta correndo solo per 21 km e non per 42, per te sarà un grande vantaggio. Non si tratta di un illusione, una nuova scoperta scaturisce dalla mente e la mente la trasmette al corpo; mente e corpo devono agire insieme per raggiungere la meta finale. Riguardo all’aspetto filosofico, dovresti sentire che i tuoi problemi sono insignificanti come minuscole formiche, senza prestar loro alcuna attenzione. Hai avuto difficoltà con mucche, cani, pozzanghere e pericoli della strada di ogni genere: dovresti prendere questi problemi con filosofia. Anche se per un atleta come te queste sono cose davvero fastidiose e scoraggianti, devi sentire che sono parte quasi inscindibile della vita del podista. Se vedrai le cose in questo modo, quando lungo la strada verso la tua meta tanto elevata sarai preso da sconforto e momentanea mancanza di entusiasmo, potrai superare questi ostacoli con facilità, successo e in modo fecondo. 
Infine, se potrai pensare che correndo fai qualcosa che ha una diretta connessione con il ‘Sempre Trascendente Aldilà’ [Ever-Transcending Beyond], che va ben oltre il dominio della mente fisica legata alla Terra, otterrai un’enorme ispirazione e questa ispirazione accrescerà la tua forza, la tua gioia e il tuo senso di soddisfazione.
Mi sembra che mentalmente tu non abbia grande fiducia nella tua velocità. Sia per tua personale esperienza, sia a causa delle idee che altri ti hanno messo in testa, senti di non possedere una velocità straordinaria, specialmente nella parte finale della corsa, quando invece essa è assolutamente necessaria.
Per sbarazzarti di questa assurda convinzione, cerca di correre due volte a settimana da 30 a 50 metri più velocemente possibile, a intervalli di un minuto o anche più, per venticinque o trenta volte consecutive. Improvvisamente la tua mente sarà del tutto cosciente della nuova scoperta della tua velocità, finora nascosta o ignorata. Questa scoperta della mente ti aiuterà in modo considerevole. Prova questo nuovo metodo e gli altri suggerimenti che ti ho dato. Pur essendo un grande atleta devi ancora raggiungere il massimo delle tue potenzialità e queste potenzialità, che sorprenderanno il mondo, sono proprio davanti a te e ti stanno chiamando.

Gary Fanelli: Qualche volta quando sono in gara mi chiedo: “Che sto facendo qui, faccio solo soffrire il mio corpo ed il mio cervello!” Ho avuto degli infortuni, ma continuo a gareggiare. Quale attitudine dovrei avere?

Sri Chinmoy: Caro Gary, tu sei un ottimo corridore. Quando corri veloce cerca di sentire che la tua stessa velocità è un grande successo. Cerca di sentire che, grazie al tuo successo nella corsa, l’umanità sta facendo un passo in avanti nella sua marcia verso la sua Meta sempre-trascendente. Sei americano e l’America considera la vita una sfida, dalla culla alla tomba. Quando corri sfidi te stesso e nessun altro, e quando allenandoti lavori molto intensamente e ti infortuni, dovresti cercare di avere un’attitudine divina. Cerca di sentire che accrescere costantemente la tua capacità di sopportare il dolore è di fondamentale importanza. Quando migliori le tue capacità determini automaticamente una luminosa speranza e una sublime promessa per tutti i corridori del mondo.

Cahit Yeter: Dopo aver percorso negli ultimi tre anni oltre 11200 chilometri penso di aver soddisfatto la mia sete di corse molto lunghe. Sto correndo tuttora lunghe distanze. Il più delle volte non mi interessa vincere ma qualche volta voglio battere i primati stabiliti da tanti altri atleti. Mi piacerebbe sapere, visto che vincere è la cosa più importante in America, e io sono americano, come mai ho perso il mio desiderio di vincere.

Sri Chinmoy: Mio caro amico e fratello, sei un ultramaratoneta par excellence. Hai corso migliaia e migliaia di miglia negli ultimi anni e hai anche dato a noi, tuoi cari fratelli, una gioia illimitata.
È vero che in America vincere è la cosa più importante, ma devi sapere che ci sono due tipi di corsa: la corsa interiore e la corsa esteriore. Esistono anche due tipi di desideri: il desiderio esteriore e il desiderio interiore, che chiamiamo aspirazione. Il desiderio esteriore dice: “Corri, arriva e sorridi.” Il desiderio interiore dice: “Sorridi e corri, corri e sorridi.” La meta non è altro che sorridere e correre, correre e sorridere.
Con la forza del tuo desiderio esteriore hai già vinto un numero impressionante di gare, ma ora è venuto alla ribalta il desiderio interiore, l’aspirazione che, come il desiderio esteriore ha fatto negli anni, vuole svolgere il suo ruolo in te nel modo più significativo. Fino ad ora hai esercitato il tuo desiderio esteriore di conquistare il mondo e dimostrare di cosa sei capace per attirare l’attenzione e l’ammirazione del mondo. Adesso stai cercando di esercitare il tuo desiderio interiore per dimostrare quel che hai da offrire per migliorare il mondo, parte intrinseca del tuo stesso progresso. Prima volevi vincere per una tua soddisfazione ed hai raggiunto quella vittoria sconfiggendo gli altri, ora vuoi la vittoria che proviene dalla soddisfazione nello stabilire unità, genuina unità con gli altri.
Un esempio radioso del tuo sentimento di unità lo abbiamo visto recentemente, quando hai corso la nostra Sri Chinmoy Marathon a New York. Con il tuo amorevole, simpatetico cuore di unità [oneness-heart] hai chiesto che il tuo premio fosse dato all’ultimo arrivato: tale è il tuo sentimento di unità verso tutti gli atleti! Li senti come membri della tua stessa famiglia e, come un fratello maggiore, con più esperienza, incoraggi i più giovani a progredire, diffondendo intorno a te la tua gioia e la tua soddisfazione. Per fortuna o per sfortuna una delle atlete della nostra squadra è arrivata ultima e si è sentita profondamente emozionata nel ricevere il tuo trofeo.

Mary Decker Slaney: È risaputo che alcuni atleti, grazie alle droghe, hanno un vantaggio chimico sui rivali. Come può un’atleta come me, che non le utilizza, considerare valide le classifiche mondiali, sapendo che coloro che fanno uso di droghe si qualificano molto meglio degli atleti, per così dire, naturali?

Sri Chinmoy: Qualche volta è bene e necessario sapere cosa fanno gli altri, per stimolare il proprio spirito competitivo. Altre volte invece, saperlo è un serio ostacolo. Siamo sconcertati, ma non vogliamo neppure ricorrere ai loro metodi.
In questi casi è sempre meglio dipendere solo dalla nostra naturale abilità. La natura incarna l’energia cosmica ed essa è infinitamente più potente di qualsiasi prodotto chimico creato dall’uomo. Questa energia proviene dalla Sorgente più elevata e ci riporta ad essa, dandoci profonda soddisfazione e appagamento durante il percorso. 
Le sostanze chimiche e altri prodotti artificiali alla fine falliranno, perché sono innaturali. Tutto ciò che è innaturale, è come un pallone: per un po’ può accecare e meravigliare la mente umana, ma infine scoppia. Una delle mie poesie parla della naturalezza:

Vivi in naturalezza
Se vuoi crescere nella pienezza
Della Realtà Visione di Dio.


Rimani con la tua naturale abilità, sei già un radioso esempio dell’indubbia supremazia della natura su questi cosiddetti miracoli chimici. Sei stata premiata come Athlete of the Year e puoi certamente portare altissima gloria al mondo della corsa, non solo per il tuo adorato paese, l’America, ma per tutta l’umanità.

Greg Meyer: Perché ricevo più soddisfazione quando mi alleno, di quando gareggio?

Sri Chinmoy: Ottieni più soddisfazione dal tuo allenamento rispetto alla gara perché quando ti alleni hai più unità con la tua vita interiore, che incarna soddisfazione infinita. In gara competi con gli altri perché vuoi sconfiggerli. Lo spirito della sfida che viene dalla competizione soffre spesso di ansia, preoccupazione, dubbi, esitazione e disperazione, invece durante l’allenamento ti esibisci di fronte ai più intimi membri della tua famiglia, corpo, vitale, mente, cuore e anima.
In effetti queste parti del tuo essere fanno pratica con te, in te e per te: è un intrattenimento della famiglia al completo.
Mentre ti alleni lavori consapevolmente per trascendere le tue capacità. In quel momento ascolti il messaggio dell’Aldilà Sempre Trascendente e il messaggio stesso rappresenta completa soddisfazione. 
Quando invece gareggi con altri pensi più alla vittoria che alla tua autotrascendenza e ovviamente, in quel momento, esitazione, ansia e dubbi hanno libero accesso al tuo cuore e alla tua mente, e ti impediscono di avere soddisfazione. Ma quando ti alleni, tu e la tua aspirazione, tu e la tua dedizione, tu ed il tuo desiderio di migliorare le tue capacità lavorate insieme per il tuo miglioramento e perfezionamento e da queste cose si ottiene inevitabilmente duratura soddisfazione.
A causa del senso di separazione della mente, quando sconfiggiamo gli altri possiamo anche provare una momentanea soddisfazione, ma forse durante gli allenamenti avremo avuto molte volte una soddisfazione più illuminante e profonda, perché l’allenamento porta il messaggio dell’unità e dell’autotrascendenza, mentre la competizione porta il messaggio della divisione e della supremazia.

Rod Dixon: È ragionevole aspettarsi che la mia famiglia comprenda il mio bisogno fisico di seguire la mia vita di corridore? Vorrei rendere felice la mia famiglia, ma anche portare avanti la mia carriera.

Sri Chinmoy: Sei un grande atleta e hai già raggiunto risultati sorprendenti. Per arrivare a queste sublimi altezze nel mondo della corsa hai fatto enormi sacrifici e così pure i membri della tua famiglia. Questo reciproco sacrificio non sta affatto ad indicare una tua negligenza nei confronti della famiglia. Quando pensi o mediti sul risultato, fai degli apparenti sacrifici nel tuo cammino, ma devi sapere che questi sacrifici diverranno una sorgente di illuminante soddisfazione, oppure svaniranno nel nulla quando sarai ripetutamente incoronato da grandi successi.
I membri della tua famiglia, con il loro cuore umano vorrebbero possederti e averti sempre con loro. Il tuo amore e affetto per loro e il loro amore e affetto per te significano tutto per la tua famiglia. Forse i tuoi allori nella corsa non sono così importanti per loro, ma ogni membro della tua famiglia possiede anche un cuore divino; a differenza del cuore umano, che vuole possedere ed essere posseduto, il cuore divino vuole solo donare se stesso, ampliarsi, ricevere la vastità del mondo ed essere ricevuto dal mondo intero. Questi sono i messaggi che il cuore divino riceve dai mondi più elevati per offrirli al mondo intero.
Coloro che vivono nel cuore divino sono fatti per il mondo intero, non tengono segregati i messaggi sacri e segreti di questo cuore solo per la loro famiglia, ma al contrario, li offrono a tutta l’umanità. Chi cerca di possederti o vuole considerarti di sua proprietà dovrebbe cercare di vivere nel cuore divino come stai facendo tu.
Se tu e la tua famiglia potrete vivere nel cuore divino, il tuo impegno verso i tuoi cari e la loro comprensione di ciò che eri, ciò che sei e ciò che infine e infallibilmente diverrai, porterà illimitata gioia e soddisfazione sia a te che a loro.
Tu vieni dalla Nuova Zelanda e ora vivi in America. Così come i membri della tua famiglia, anche il tuo Paese può pensare di averti perso, ma considerando la verità da un’altra angolazione vedremo che nessuno di loro ti perde quando vai all’estero per correre. Proprio come la tua famiglia ti ha offerto al mondo intero perché tu possa appartenere a tutti, anche la Nuova Zelanda lo ha fatto, ma può sentire e dichiarare come propri, suoi nel profondo, i tuoi storici trionfi. Non stai dando enorme gloria solo al tuo caro Paese, la Nuova Zelanda, ma anche all’America e al mondo intero. Nessuno perde nulla, tutti ci guadagniamo, non solo per noi stessi o per la nostra famiglia, ma anche per la comunità delle Nazioni, per il mondo intero.
Quando usiamo la Luce della nostra Saggezza illuminiamo la nostra notte d’ignoranza e aggiungiamo duratura soddisfazione al nostro piccolo mondo e anche al vasto mondo intorno a noi.

Mike Spino: Riuscire a raggiungere elevati stati di coscienza mentre si corre, darà sempre risultati superlativi? Ci può essere un risultato modesto, ma un arricchimento nella ricerca della vita? In questo caso come lo si può riconoscere?

Sri Chinmoy: Non è detto che chi raggiunge un alto stato di coscienza abbia anche un ottimo risultato. Sedicimila atleti hanno corso la Maratona di New York quest’anno, ma non penso che i dieci, undicimila di loro che mi hanno sorpassato avessero uno stato di coscienza elevato come il mio, podista modesto, ma mi hanno battuto. La capacità è quindi di fondamentale importanza, ma se oltre ad avere delle capacità una persona può invocare una coscienza più elevata, è probabile che faccia molto bene. Dobbiamo sapere che maggiori capacità spesso non vengono solamente da un regolare allenamento, ma anche dalla discesa della Grazia, parte integrante di una coscienza più elevata.

Mike Spino: Nel nostro ultimo incontro sono stato fortunato perché ho potuto farti vedere un filmato degli ultimi anni di carriera di Percy Cerutty in cui egli mostrava le sue tecniche di corsa, chiamate ‘piccolo galoppo’ e ‘galoppo’. Tu hai fatto commenti fondamentali sulla natura del suo spirito in relazione a quest’ultima fase della sua vita. Potresti spiegarmelo più ampiamente?

Sri Chinmoy: Prima di tutto vorrei dirti che il tuo articolo sul grande allenatore australiano Percy Cerutty è davvero notevole. Ho letto il suo famoso libro ed ho imparato molto sulla corsa, ma non so molto di lui. Il tuo articolo mi ha fatto capire quanto lui volesse che la gente corresse e mi ha anche detto molto su di lui come uomo.
Mentre guardavo il tuo semplice ma toccante video riguardante l’ultima fase della sua vita, ho visto uno spirito indomito ingabbiato in una scarna cornice terrena… ho la sensazione che l’aspetto della forza di Cerutty sia divenuto predominante rispetto al suo aspetto di Amore e di Compassione. Qualcuno lo considerò un eccentrico, mentre altri lo ammirano per la sua devota fiducia nelle nascoste capacità interiori della gente. Per me non era né squilibrato, né fanatico, ma dinamico in eccezionale misura. Ma questo suo dinamismo fu tristemente frainteso da molti critici.

Mike Spino: Lo stile di vita americano nega l’uso di qualsiasi addestramento mentale che sia più ampio del bio-feedback o della catalogazione della personalità. Come allenatore universitario, che cerca una tecnica di training mentale con un’oggettiva distribuzione dei tempi, come posso bilanciare gli obiettivi di un programma? Dev’essere scontato che mentre si cercano i doppi scopi della spiritualità e della prestazione, si debba rimanere un iconoclasta, compreso solo da un piccolo gruppo di persone che discute i nostri metodi?

Sri Chinmoy: È assai probabile che tu venga compreso solo da pochi, perché la maggior parte dei corridori sono inconsapevoli delle realtà interiori, oppure sono propensi a ritenere che esse non si possano manifestare nel mondo esteriore. Pensano che le realtà interiori siano per il mondo interiore e quelle esteriori per il mondo esteriore, ma non è così. Le realtà interiori, cioè le capacità interiori, devono essere condotte sul piano esteriore. Il seme deve germogliare, deve diventare una pianta e poi un gigantesco albero banyan.

Mike Spino: Ho sperimentato visualizzazioni di movimento per cercare di passare da una ‘consapevolezza statica’ ad una in corsa. Cosa suggerisci di fare per questo passaggio, queste visualizzazioni sono un prerequisito necessario per lo sviluppo di una coscienza della corsa più entusiastica e gioiosa?

Sri Chinmoy: Pensa sempre di essere di fronte al mare: la sua superficie è molto dinamica, fatta di onde piccole e grandi, ma in profondità c’è pace e tranquillità. Ti puoi identificare sia con la superficie del mare che con le sue profondità. Nello stesso modo puoi identificarti sia con il mondo esteriore che con quello interiore. Osservando la vita esteriore vedrai dinamismo e velocità, ma contemporaneamente potrai immergerti anche nella vita interiore, dove tutto è pace ed equilibrio. Se entrerai in profondità e diverrai inseparabilmente ‘uno’ con la pace interiore, potrai facilmente portarla all’esterno, in modo che essa possa inondare la tua vita esteriore. La consapevolezza statica è immobilità, calma e quiete, mentre la coscienza della corsa è del tutto dinamica. 
La velocità esteriore del corridore possiede un certo tipo di quiete o immobilità nel suo stesso cuore. Un aereo vola velocissimo, ma al suo interno non percepiamo alcun movimento, c’è molta tranquillità e pace, e questa tranquillità interiore possiamo portarla nella nostra vita esteriore.
La vita esteriore, il movimento esteriore, può funzionare solo se proviene dalla quiete interiore. Senza quiete non ci sarà un movimento esteriore di successo. La quiete è un potere invisibile ed è sempre pronta a venire in aiuto del corridore esteriore.


Sri Chinmoy si rivolge a Robert Zmelik (New York, 19 giugno 1996).

Sri Chinmoy: Allenarti più spesso sui 100 metri sicuramente ti aiuterà nel salto in lungo e anche nelle altre discipline, ma se darai più importanza del dovuto ai 1500 metri, danneggerai il salto in lungo e il salto in alto. Sei un ottimo velocista, devi considerare i 100 metri, il lancio del peso, il salto in lungo e il salto in alto allo stesso modo, perché in tutte queste specialità sono necessari velocità e scatto. La prima cosa che i 1500 metri fanno è portar via lo scatto.
Non importa se si corre lentamente, i 1500 metri sono molto dannosi per i velocisti. Ti puoi allenare fino ai 400 metri, ma gli 800 o i 1500 metri per i velocisti sono molto dannosi, se ne può ottenere resistenza, ma la resistenza non è velocità. Allenarsi per gli 800 metri può aiutare ad avere resistenza per i 400 metri, ma praticandoli spesso, perderai lo scatto per i 100 metri.
Correre lunghe distanze non ti darà più resistenza per il decathlon, devi procurartela allenandoti per i singoli eventi. Supponi di essere impegnato nel lancio del peso o del disco: non devi fare la tua migliore prestazione o usare le tue capacità al massimo. Migliorerai la resistenza non correndo i 1500 metri, ma allenandoti nelle discipline in cui sei già molto bravo, ad esempio puoi praticare il salto con l’asta, ma non alla massima altezza; per migliorare la resistenza puoi saltare ad un’altezza inferiore. Per la resistenza devi esercitarti in ciò che non ti sottrae lo scatto e i 1500 metri lo rovineranno certamente. Danneggeranno anche il salto in alto e il salto in lungo.
I 1500 metri non sono altro che quattro giri di pista, ma se li praticherai spesso danneggeranno il tuo scatto. Dedica quindi molta attenzione ai 100 metri, al salto in lungo, al lancio del peso e al salto in alto. Voglio davvero che tu abbia un buon risultato nei 1500 metri, ma non allenarti troppo spesso, puoi migliorare la tua resistenza in altri modi.
Se vuoi puoi anche fare molte volte scatti di velocità di 30 o 40 metri; tu conosci la tua velocità sui 100 metri, così potrai correrli più volte per aumentare la resistenza. 
Nel decathlon molte specialità, come il lancio del peso, dipendono dalla velocità che proviene dal gomito, dalle spalle o da altre parti del corpo, ma la velocità è assolutamente necessaria. Anche persone molto forti non riescono a lanciare bene il peso se non hanno velocità, e tu la possiedi.
Quanto tempo dedichi agli esercizi di sollevamento pesi? Quanti giorni alla settimana?

Robert Zmelik: Prima mi allenavo quattro volte la settimana, ora solo due volte. Adesso seguo un programma speciale dove si utilizza una fit-ball [una grande palla di gomma], con esercizi per il tronco e gli addominali. È un esercizio molto importante per la rotazione e per la forza.
Il tuo record di 7000 crunch sit-up [esercizio fisico di flessioni addominali] è incredibile! Io ne ho fatti 500 e ora mi fanno male gli addominali!

Sri Chinmoy: Il mio solo consiglio è che per il prossimo mese, prima delle Olimpiadi, tu non faccia nulla di nuovo. Se vorrai incrementare quello che già fai o diminuirlo va bene, ma non provare cose nuove. Puoi fare tutto quello che stai già facendo alcune volte in più o in meno, ma intraprendere cose nuove è un grande rischio. Molti atleti commettono questo errore. La nostra avidità ci fa pensare:”Se faccio questa cosa forse potrò migliorare.”
In quel momento sorgeranno problemi, proprio perché il tuo è un livello altissimo. Al tuo livello, quando fai qualcosa di nuovo corri un rischio, mentre le cose che hai sempre fatto sono sicure. Potrai aumentare le ripetizioni o diminuirle, ma allenati con ciò che ti è familiare da almeno sei mesi; tutto ciò che è nuovo, quando manca solo un mese, potrebbe crearti problemi, perché non sei abituato a farlo. Potresti pensare che ti aiuterà e potrebbe aiutarti, ma anche crearti problemi. L’ultimo mese prima della gara devi fare tutto con la massima sicurezza. Devi lanciare, correre e saltare con grande sicurezza, ma potresti perderla se adotti qualcosa di nuovo. Se non ti senti sicuro potresti avere degli infortuni, mentre la sicurezza in quello che fai eliminerà ogni paura e ogni dubbio.
Quando introduciamo delle novità potremo ricavarne un po’ di freschezza nella mente, ma la stessa mente potrà anche dubitare. Facendo qualcosa per la prima volta potremmo essere molto felici, perché è una nuova avventura, ma nel vivere una nuova avventura potremmo anche dubitare di noi stessi, e non è questo il momento di dubitare di quello che fai. Devi fare tutto con la massima fiducia, perché lo hai già fatto, moltissime volte, mentre se fai qualcosa di nuovo non è così, perché non hai la preparazione necessaria. Tutto quello che fai, lancio del peso, del disco, del giavellotto, salti o corsa, lo fai con la massima sicurezza perché lo hai già fatto per molti anni. Se invece senti che nel provare un nuovo esercizio e nel fare altre cose migliorerai le tue capacità, entrerai in un nuovo territorio, in un campo sconosciuto che può darti bellissimi fiori, ma anche esperienze negative.
Suprabha, che pratica la meditazione nel Centro Sri Chinmoy, ha concluso molte volte la gara di 3100 miglia [4987,9 km], gara annuale dello Sri Chinmoy Marathon Team.

Suprabha Beckjord: In un’ultramaratona di più giorni ho bisogno di pazienza o dovrei semplicemente cercare di avere dinamismo?

Sri Chinmoy: Ogni mattina, quando cominci a correre, devi sentire che questo è l’unico giorno in cui correrai. Poi, il giorno dopo, fai la stessa cosa, altrimenti, pensando di dover correre per più di un mese, potresti perdere la pazienza. Cercare di mantenere il dinamismo è assolutamente necessario. Ogni giorno quando parti, cerca di convincerti che si tratta di un solo giorno e allora penserai: “Posso riuscirci facilmente! Lo scorso anno ho corso 5000 chilometri, vuoi che oggi non possa correrne 100? Posso farcela con facilità!” Dato che la nostra mente ci inganna piuttosto spesso dobbiamo usare la nostra saggezza per ingannare la mente.

Suprabha Beckjord: Ci sono qualità spirituali che posso invocare durante la corsa di 3100 miglia di quest’anno per compiacere veramente il Supremo? So che il mio obiettivo esteriore è finire la gara e trascendere il mio miglior tempo, ma vi è qualcosa che posso fare interiormente per compiacere il Supremo?

Sri Chinmoy: Quali sono le qualità che devi portare alla luce nella tua vita interiore mentre corri? La prima è l’entusiasmo. Chi incarna l’entusiasmo? Un bambino piccolo. Chi può avere più entusiasmo di un bambino? Poi, oltre all’entusiasmo hai bisogno di ardore e chi ne ha più di un bambino piccolo? Quando gioca con un giocattolo lo fa con tale intensità che quel giocattolo diviene tutto il suo mondo.
Ogni giorno quando corri devi sentire di avere la preziosa opportunità di apprezzare Colui che ti ispira. Devi sempre sentire che è il Supremo ad ispirarti a correre questa lunghissima distanza. Quando corri offri questa preghiera: “Dio, ti prego, fai di me una brava atleta, questa volta voglio fare progresso nella mia corsa.” Questa è una bella preghiera e Dio stesso diverrà un buon corridore dentro di te.
Mentre corri la 3100 miglia devi vedertela con la fatica e per molti giorni sarai estremamente stanca. Fino a che rimarrai nella mente ti sentirai sempre affaticata, stanca, annoiata e via dicendo. Ma nel momento in cui entri nel cuore non c’è fatica, trovi una costante energia. Se rimarrai nel cuore avrai un costante apporto di energia e di dolcezza. Tutti noi dobbiamo sviluppare dolcezza, la dolcezza è una realtà che ci rifornisce costantemente di novità e freschezza.
Quando ti alzi al mattino presto, se avrai un sentimento dolce dentro di te, tutto sarà bello. Se dentro di te c’è dolcezza il mondo intero sarà bellissimo, ma se ci sarà amarezza, non importa cosa vedrai, non ne riceverai alcuna gioia. Anche nel guardare un bel fiore non ci sarà gioia, mentre la dolcezza interiore vede il mondo bellissimo.
Quando corri sul percorso, dopo una o due ore oppure dopo alcuni giorni, penserai: “È terribile, ogni giorno devo percorrere cento chilometri!” e cose simili. Ma chi conta i chilometri? Lo fa la mente. Essa dirà: “Oh mio Dio, oggi devo correre cento chilometri e non ne ho fatti nemmeno trenta!” A questo punto sei finita! La mente, il tuo peggior nemico, è arrivata per torturarti. Il cuore invece non conta i chilometri, corre solamente, corre e corre. Alla fine della sessione il cuore dirà: “Ora vediamo quanti chilometri ho fatto” e forse ne avrai già percorsi settanta. Il cuore non calcola, invece la mente calcola da uno a due, da due a tre, da tre a quattro e così via. La mente cerca di arrivare a destinazione tagliando, tagliando e tagliando, mentre il cuore cerca di vedere e sentire il punto di partenza e di arrivo nello stesso momento.
Se riuscirai a sentire di avere cinque o sei anni la stanchezza non entrerà nella tua mente. Un bambino non sa cosa sia la stanchezza, conosce solo ardore ed entusiasmo. Non pensare mai a cento o a cinquemila chilometri, non calcolare mai la distanza in questo modo, mai! Corri solo per avere gioia e se lo farai, anche mentre corri, pensa a qualcosa di molto divino e dolce. In questo modo vedrai che, dove abitualmente avresti percorso trenta chilometri, ne avrai invece percorsi già quaranta. Quando è il cuore a correre avrai già percorso molto di più e dirai: “Come ho potuto correre così tanto?” La risposta è che ti trovavi in un altro mondo, dove la divinità ti aiutava e sosteneva costantemente.
Quando corri non pensare mai di avere quarantatre o quarantaquattro anni, pensa di averne solo sei o sette e se hai solo sei o sette anni di cosa ti devi preoccupare?
Quando sollevo pesi enormi sarei finito se pensassi: “O mio Dio, ho sessantanove anni, quasi settanta, come posso fare questi sollevamenti!” Penserei: ”Mio Dio, il peso potrebbe cadermi in testa! Morirò o dovrò vivere in ospedale per il resto della mia vita!” Questo è il genere di idee che la mente mi fornisce in quantità.
Il cuore invece non vede il peso in questo modo, lo vede come un grande giocattolo. Quando un bambino riceve un giocattolo, anche se così grande da non riuscire nemmeno a spostarlo, è felicissimo di possedere un giocattolo enorme. Nel mio caso è così, io vedo il peso come un giocattolo e così deve essere anche per te. Anche tu, quando pensi alla lunga distanza, cerca di immaginarla come qualcosa con cui puoi giocare, non pensare alla distanza come qualcosa che devi percorrere, non pensare che sarai stanca, esausta e che morirai. Devi prendere la corsa come un gioco che ti piace fare. Scegli qualsiasi gioco ti piaccia e senti che stai giocando e non che stai correndo una lunghissima distanza e sei ogni giorno sempre più stanca, assolutamente no! Con la stanchezza arriva la tristezza e ti toglierà il buon umore. 
Ogni giorno, uscendo a correre, dovresti vedere sempre novità, novità, novità. Pensa sempre al giardino del cuore. Quando corri o cammini in un giardino non ti stanchi, perché ci sono così tanti fiori belli e profumati; tutto è affascinante, tutto è ispirativo.
Quando la mente è fortemente attiva tu non ne sei la padrona, tuoi padroni sono i dubbi su te stessa, l’autocritica, la paura, la preoccupazione, l’ansia e penserai costantemente: “Sarò capace di finire la gara?” Questi pensieri negativi divengono tuoi padroni, mentre quando corri rimanendo nel cuore, il tuo padrone è l’Amore per Dio, il tuo abbandono alla Volontà di Dio. Se mentre corri riuscirai a mantenere questo sentimento nella tua vita esteriore, non ci saranno problemi.
Non correre con la mente. Anche se oggi riuscirai ad ingannarla, domani tornerà con trucchi più grandi, per renderti infelice. Allora tu dovresti dirle: “Tu rimani con i tuoi trucchi, io voglio giocare con il giocattolo del mio cuore e non con te! Il giocattolo del mio cuore mi porta sempre felicità e novità, novità e felicità!” Quando corri se riuscirai a sentire che Qualcuno sta correndo nel tuo cuore, oppure che è il tuo cuore a correre, o sei tu che corri con lui, la stanchezza sparirà e sparirà anche la paura della lunga distanza. Comparirà solo la forza dell’unità, unità, unità con la Volontà di Dio.

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